D’antico centro simulato babeli

inconate nel disavvitato assedio

a grandi mani al di qua dal divorato

deturpato grido nel segno scomposto

appunto ricordo l’inquieto minaccioso

spago intorno intorno a quello che era

o non è più

 

Di là forse inarrestabile suicida il

dubbio omologato nel consenso afoso e

sia e sia pure l’ironia abiura senza

traccia manovrata disincantata fuori

nel sangue inoculato della vecchia storia

ipotetiche congetture condannano l’infedele

pensiero strisciante al filo della conseguenza

scomoda quotidiana e sento il richiamo allo

sbaraglio del tempo tramato nell’ombra dilatato

giustifico l’esistenza mia tua e sempre

capisci mai e mai nel privilegio incalcolabile

tempo per forza di cose resto ora e metto

fine al viaggio

 

Il testo sul tema del viaggio è pubblicato sul Giornale di Poesia, Università Lecce a cura di Carlo A. Augieri, Arrigo Colombo, Nicola De Donno;

direttore responsabile Walter Vergallo; 10 giugno 1989

volo spezzato