Ancora da viaggio memoria sub-urbano, la voglia, l’assenza, il perverso

        Il ricordo visibile alla mente

Staccato l’appiglio segue attratto 

il richiamo vivo e debole ne afferra

i suoni della notte

Indolente lento in attesa assorto   

sull’umido ciglio di pensieri

tira fuori il desiderio 

S’oscura l’occhio passando sulle   

strade sensibile al gesto che non  

interroga ma scivola infantile 

di indulgente abuso  

Così l’impeto mente con la bocca

tocca l’illusione di un momento

stringe l’omologata carezza 

Forti le braccia trattengono l’incontro 

raccolto sui corpi supini alla luna e 

sbiaditi profili di lingue

 

Nel fondale di un sogno e 

rotoli di tela indugia Narciso

 sulle caviglie sottili

le ginocchia scavate di luce

i fianchi snelli il volto lungamente preparato

e già il sole ha ceduto i suoi raggi

lo scoperto tempo non è più al riparo

sull’orlo della gola resta l’impronta di

taglienti coralli bianchi