Vandagrazia De Giorgi vive a Lecce, sua città natale. Laureata alla Facoltà di Giurisprudenza, Abilitata in Consulenza del Lavoro (Bari), impegnata socialmente con “Voci di Donne” evento da lei ideato nel 2009, persegue l’obiettivo di una solidarietà nuova, in un contesto multiculturale che superi la dicotomia delle differenze nella società-mondo.

Ha iniziato a pubblicare le sue poesie, Errore di luce offusca e Sensazioni memorie /estrapolate / dal giuoco del non senso, su Poesis Foglio di Cultura, Letteratura ed Arte diretto da Angelo Lippo ott./ dic. 1987 mar./apr. 1988. La continuità del suo progetto poetico si rintraccia in una risonanza semantica di opposte valenze, contrasto simbolico, in Magnetiche ossessioni e sole nero sgozzato in un mare di vetro. Con Salentopoesia ’89 inizia Il viaggio, versus, un dissenso identificante lo svuotamento di senso, nell’informe originario esodo-incontro di possibile altro… e fu l’ingenerato fango, sul tema degli inferi-inferno. E ancora in Viaggio Memoria, la voglia l’assenza il perverso, il suo produrre è condizione di un nucleo poetabile profugo di approdo, che sconfina nel segno grafico. Mostra di Poesia Visiva Castello Carlo V Lecce, 1987. Festival delle Culture, 1996. Facades Imaginaires Ministère de la Culture, Grenoble.

La sua poesia, continua parallela alla ricerca di uno stile che, non ne limiti l’interno ideale; ma incida nel significante ri-apprendere delle parole. Questo periodo è collegato con il Laboratorio di Poesia, diretto dal filosofo Arrigo Colombo, Università, Lecce. ( 1988 – 2015) . In questo tempo molti sono i poeti incontrati e molte le influenze filtrate da una sperimentazione che, è liquidazione dell’io e nuova metafora di “polisemica”spinta.

Vandagrazia De Giorgi, si definisce pittrice dal colore che, incide un segno scomposto tra echi di tempo informali e umori di spazi consegnati al continuo trasmutarsi delle cose.

La sua tecnica spazia nei colori resi materici dall’uso di terre, gessi aderenti in composti acrilici e tratti anneriti di carboncino o sgretolate tempere su cera, racchiusa in allusivi reticolati o tracce vegetali. Ne sono un perfetto esempio i quadri “ monocromi segni ”e “ progressivo istante ”.

Pugliese di nascita, in contrasto con il silenzioso dialogo di un Sud enigmatico, l’artista ne sfila i ritmi in accelerati flussi cromatici che, hanno ispirato un neoastrattismo opposto a un vuoto ordine sotterraneo di marginalità. ( note ricordo del critico Enzo Panareo Biblioteca Bernardini Lecce )

Il suo punto di partenza inizia con il progetto di una scrittura collegata da una sequenza di graffi ferrosi, poi incisi su una nera superficie, descrizione simbolica di un tempo terreno lontano eppure mai del tutto concluso. Lo spazio vuoto diviene così evocativo e l’assenza assume un antropogenico eco che, si mostra su una maschera in ferro dall’occhio bullonato; l’opera in tandem partecipa ad Artigianarte. (anni ’80). Dopo aver raccolto radici, sassi, e vecchi congegni meccanici, con gli artisti dell’Arca, (Taranto) espone nella rassegna a cura del critico Giovanni Amodio :

– “La mostra inaugurata da Maria Ruta, si prefigge una panoramica a ventaglio delle Tendenze e Movimenti anni ottanta dell’arte contemporanea, con lo scopo preciso di suggerire la più ampia possibilità espressiva dell’arte, attraverso le proposte di artisti che operano nel campo della ricerca, da quella squisitamente pittorica, a quella scultorea, all’operazione estetica e concettuale, alla sperimentazione, alle performances”. Articolo sul settimanale indipendente della Calabria – Il Provinciale – Cultura – Arte – Scienze. Sul Corriere Del Giorno di Puglia e Lucania. Su MeridianoArte pagine di lettere ed arti e La Gazzetta Del Mezzogiorno .

Nel Castello Carlo V (Lecce) l’innesto tra pittura e poesia, rimanda nel semantico “transfert” visivo e in questa occasione condivide il manifesto sulla poesia visiva e un singolare confronto con Lamberto Pignotti. Il percorso espositivo si evidenzia in diverse partecipazioni a eventi culturali: Altomonte ’91, Patrocinio dell’Assessorato Turismo e Cultura; Incontri Artistici con prosatori e pittori nella Grecia, a cura della Rivista Immaginazione diretta da Anna Grazia D’oria, Piero Manni e i redattori Giovanni Pellegrino, Lucio Giannone, Marcello Strazzeri ( Uni Salento ).

a seguire in Francia con “Facades Imaginaires” Ministère de la Culture, du Conseil Supérieur du Mécénat, Ministère du la Coopération, Ville de Grenoble, du Conseil Général de l’Isére, du Cargo, et la participation du groupe GMF, de la Fnac et avec le partenariatdes sociétés Reprofilm et Lev.

A Madrid, mette in scena “ Arte Extramuros” per dire che l’arte rinasce nella gratuità di uno sguardo… Questa realtà artistica registra un forte passaggio comunicazionale, che si riconosce nella molteplicità semantica, portata avanti dall’artista anche sulla poesia.

Il senso della sua arte contenuto in un consapevole azzeramento è un anti-tetico recupero di emozioni connesse all’indeterminato Altro.

Per Itinerario Rosa 2015, realizza un percorso visivo di Digital painting; Patrocinio dell’Assessorato Spettacolo, Eventi, Turismo e Marketing territoriale, presso la Fondazione Palmeri (Lecce).