Il giorno affronta il vuoto

negli occhi bambini di Gaza

affamati nell’orrore

che non concede pietà.

Come combattere l’aguzzo

reticolato di dolore

e credere in un Dio più grande

tra silenzi furiosi barricati

di macerie?

Nessuno è preparato a questa

risposta sporca di sangue e fango

che assorbe il ricordo del sorriso

violentato su  gradini di pietra.

Accovacciati sul limite fissato

scopriamo la bestia mentre fuggiamo

l’inquieto corrotto che sgorga 

nel sangue riflesso d’innocenza.

Come scossi da una mano invisibile

i corpi devastati affondano nell’obliquo

tempo attraversato dall’ombra di Caino