360 GRADI A SUD LIBRERIA EQUO SOLIDALE CON VOCI DI DONNE, IL FILOSOFO A. COLOMBO E IL DOCENTE DI DIRITTO DEL LAVORO F. CARACUTA

La fine del comunismo sovietico nel ’91 è la conclusione di un

drammatico dissenso, mosso nel tempo dalla speranza, di uscire fuori, da

una dittatura che affondava i suoi artigli nella ” volontà di dominio “   che poi

ha naturalmente ” generato ” la dissoluzione del sistema stesso.

Un crollo che ha stupito il mondo, una pretesa ideologica costruita sulla brama

di potere, che è apparsa nella sua estrema bugia e nella progressiva riduzione del

pensiero marxista – leninista, attribuendo con le sue azioni un ” agire ” spinto sulla

via della soppressione di ogni libertà e solidarietà umana.

L’incontro organizzato da VOCI di DONNE presenta una indagine che parte dal 1985

con l’elezione di Gorbaciov , il Manifesto del Movimento, Perestrojka e la dissoluzione del

Partito Comunista e dell’URSS nel ’91.

La riflessione, muove dalla considerazione che nulla è avvenuto in modo improvviso o provvisorio,

ma il mutamento, simile, a quello determinato dalla rivoluzioni è stato dettato da realtà convergenti e da

una comune spinta, mirata all’attuazione di un progetto democratico, capace, di condurre il Paese verso una

vita sociale e politica, opposta, alla totalità di un ” comando ” che, in nome di un paradosso, giustificato,

dall’interesse di pochi, era giunto a sacrificare un intero popolo.

Un sistema inizialmente senza falle, arrogante e impietoso, che cederà nel suo progressivo smascheramento che, alla

fine agirà come, fulcro, distruttivo della sua stessa struttura, una volta posto di fronte al suo demone.

L a voce del popolo russo si levò alta e decisa nell’azione di abbattere l’apostata della propria sovranità.

( Continua VGDG )

 

 

 

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